Il genocidio del popolo Guaranì-Kaiowà.

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La testimonianza di Ladio Veron

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La Presidenza Nazionale di Pax Christi Italia e la Diocesi di Altamura – Gravina – Acquaviva nelle Fonti accoglie lunedì 3 Aprile LADIO VERON, Rappresentante del popolo Guaranì Kaiowá (Brasile).
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Ladio Veron incontrerà al mattino gli alunni di alcune scuole superiori:
ore 9.00 Istituto Tecnico Industriale "G. Galilei" (IISS) di Altamura;
ore 10:15 Liceo Scientifico "Federico II di Svevia" di Altamura;
ore 11:15 Istituto Tecnico Commerciale "F. M. Genco" di Altamura.
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In serata alle ore 19:00 incontrerà la comunità diocesana, in particolare i membri di numerose associazioni impegnate nell'ambito sociale e i Punti Pace del territorio presso l'Auditorium "S. Giovanni Paolo II" (Episcopio) Piazza Benedetto XIII in Gravina alla presenza di S. E. Mons. Giovanni Ricchiuti, Arcivescovo Ladio Veron Cavalheiro, il suo nome indios è AVA TAPERENDI, 50 anni, capo della comunità di Takuára, è un leader ATY GUACU - Assemblea Generale del Guarani Kaiowá - e portavoce del Guarani Kaiowá in questo viaggio sul suolo europeo . È professore di Storia, laureato all' Università Federale di Grande Dorados. E' stato professore alla scuola delle comunità Guarani Kaiowá e vive come un contadino nella sua comunità.
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Il Cacique Ladio Verón (capo Ladio Verón) con il suo viaggio in Italia dal 3 al’11 Aprile, e poi nel resto d’Europa, intende denunciare a livello internazionale la continua violenza subita dalle popolazioni indigene in Brasile in generale, e in particolare da quelle dei Kaiowá e dei Guaranì nel Mato Grosso.
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I Guarani-Kaiowá vivono nello stato del Mato Grosso do Sul, alla frontiera del Brasile col Paraguay. Originariamente erano abitanti della foresta (kaiowá significa ‘popolo della foresta’), vivevano in essa e di essa. La loro sopravvivenza fisica e spirituale, la loro visione del mondo dipendono dalla relazione con le terre: lo spostamento in altri territori significa la loro distruzione culturale e fisica. Il progetto iniziato dai colonizzatori 500 anni or sono, negli ultimi tempi ha visto crearsi grandi unità agro-industriali a cui le terre indigene vengono concesse per lo sfruttamento, come se in esse non ci fosse la presenza di popoli nativi. Di fronte alla minaccia di estinzione totale, i Guarani-Kaiowá stanno chiedendo alla comunità internazionale di non permettere che questo genocidio si concretizzi.

Sac. Giuseppe Loizzo

Direttore Uff. per le Comunicazioni Sociali