IL VENERDÌ SANTO LA COLLETTA PER LA TERRA SANTA

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IL VENERDÌ SANTO LA COLLETTA PER LA TERRA SANTA

La Pasqua del Signore è il mistero centrale della nostra fede, siamo infatti chiamati a passare con Cristo dalla morte alla vita, mediante un profondo cambiamento interiore ed un’esistenza segnata dalla carità operosa.

In questa prospettiva si colloca l’iniziativa annuale della Colletta per la Terra Santa, il Venerdì Santo.

La colletta evidenzia la vicinanza della Chiesa universale verso la Terra di Gesù e si esprime attraverso la preghiera ed il sostegno fraterno. Come le prime comunità cristiane, anche oggi siamo invitati a prendere parte a questa lodevole iniziativa, affinché la Chiesa in Terra Santa possa crescere nella fede, spesso segnata da dure prove, e mantenere i luoghi santi con particolare cura.

Scrive, infatti, il card. Leonardo Sandri ( Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali) nella Lettera di Appello per la Colletta dei Cristiani in Terra Santa :" l senso di comunione in Cristo morto e risorto per noi, ci spinge a promuovere anche quest’anno l’importante iniziativa della Collecta Pro Terra Sancta, per il legame di fraternità che unisce la Chiesa Universale alla Chiesa Madre di Gerusalemme. Il Santo Padre, in occasione dell’Assemblea della Riunione delle Opere di Aiuto per le Chiese Orientali (ROACO) il 16 giugno 2016, mentre si riferiva ai lavori di restauro in corso della Basilica della Natività a Betlemme e dell’Edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme, ha ricordato il valore non solo della presenza della Chiesa in Terra Santa ma anche del “mantenimento dei Luoghi Santi e dei Santuari, anche grazie alla Colletta del Venerdì Santo che ogni anno si rinnova, a partire dalla felice intuizione del beato Paolo VI”. Grazie alla generosa offerta di tanti, cattolici e non, i lavori di restauro dei due siti, patrimonio comune della Cristianità, stanno procedendo con notevoli risultati.

Vivere oggi la fede cristiana in Medio Oriente, lo sappiamo, non è affatto facile. Non lo è specialmente in Iraq, in Siria e in Egitto, dove le comunità cristiane hanno fatto esperienza dell’ecumenismo del sangue e dove i singoli fedeli devono lottare ogni giorno contro la tentazione di abbandonare la propria terra o addirittura la propria fede. Non lo è nemmeno negli altri Paesi della Regione, dove spesso i cristiani si trovano sottoposti a forme di oppressione e di discriminazione che minano giorno dopo giorno le loro condizioni di vita.

Tenere viva la speranza in questi contesti è davvero difficile ed è al tempo stesso importantissimo. La piccola presenza cristiana in Medio Oriente ha perciò bisogno di sentire il sostegno e la vicinanza di tutta la Chiesa. Un sostegno che è fatto di preghiera costante per loro. Un sostegno che è fatto anche di aiuto economico concreto, tenendo conto di quanto già san Paolo scriveva in occasione della prima colletta per Gerusalemme: “Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor. 9,7)"