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Ricchiuti: “Il discernimento diventi uno stile pastorale”

Si è svolto in tre appuntamenti il convegno pastorale della Diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti, che ha visto radunato il popolo di Dio in tutte le sue espressioni, ministri e laici insieme per riflettere sul discernimento comunitario.
I circa 1000 partecipanti si sono ritrovati presso l'Auditorium "Maria SS.ma del Buoncammino" in Altamura per ascoltare la relazione di Don Francesco Zaccaria, Parroco e Teologo pastoralista, venerdì 13 ottobre, per darsi appuntamento nello stesso luogo il lunedì successivo, a concludere il percorso di approfondimento e ricerca dei segni dei tempi tenutosi nelle diverse comunità parrocchiali della diocesi, tra sabato e domenica, su alcuni brani del magistero papale e alcune domande finalizzate a declinare il tema stesso del convegno.

Il discernimento è un rimedio all'immobilismo ribadisce don Zaccaria, è "porsi nei confronti del mondo in uno spirito di ascolto e di dialogo, è cercare nei segni del tempo presente il volto stesso di Dio". Una consapevolezza deve tornare ad abitare nelle nostre scelte pastorali: cercare l'opera dello Spirito nelle realtà che ci circondano, nel territorio che abitiamo. La diversità non è un aspetto negativo, ma nell'ottica del cammino condiviso si può accettare anche il conflitto, se porta a nuove prospettive di crescita comune.
Don Zaccaria non ha mancato di ricordare che esistiamo per evangelizzare, e "l'unico modo per essere fedeli al Signore è stare in compagnia degli uomini", pertanto la preoccupazione da avere è quella di raccontare il Vangelo a questo tempo, a questi uomini e donne. Non di rado ci troviamo di fronte ad una “areligione”, in noi, nelle nostre comunità e negli altri, dove ciò che può trovare ascolto è riconsegnare quel kerigma di salvezza "Gesù Cristo, morto e risorto per la tua salvezza, ti ama veramente", con un margine di libertà nell’adesione, sempre puntando sul quella proposta di pienezza, che nulla toglie, ma aggiunge alla vita di ciascuno.

Due riferimenti sono stati importanti: la dimensione sociale del vangelo perché il regno di Dio prenda forma concreta nel bene che facciamo, la religiosità popolare come luogo teologico attraverso cui Dio ci parla e ci lascia evangelizzare dai poveri. Mons. Ricchiuti dopo una breve introduzione ha concluso i lavori sottolineando la necessità di "ritrovare un metodo sinodale di agire per rispondere alle esigenze dell'oggi che c'interpella" ed esprimendo gratitudine ed entusiasmo per i contenuti e la partecipazione, mentre ha invitato tutti ad un cambiamento di mentalità che parta dall'assunzione di responsabilità nel leggere il contesto, senza lasciarsi abbagliare, come spesso capita, dal solo negativo, per mettere in atto quella conversione pastorale voluta da Papa Francesco.

Sac. Giuseppe Loizzo Direttore UDCS