Emergenza Covid-19, Ricchiuti: «É un tempo in cui siamo invitati a riflettere»

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“Oggi 18 marzo avrei dovuto essere ad Alessano, la città dove nacque  + don Tonino Bello, 85 anni fa. Oggi è, in un modo e luogo diversi, il suo compleanno! Questa data, questo giorno in questo tempo così particolare che stiamo vivendo ci fa essere vicini a tutte le persone contagiate, ammalate, ai famigliari delle persone che sono morte”. Si apre con queste parole una profonda ed esaustiva riflessione sull’emergenza coronavirus redatta due giorni fa da Monsignor Ricchiuti.

“Vicini, lo ripetiamo ancora una volta – si legge ancora nella missiva – a tutti i medici, infermieri, operatori sociosanitari, a quanti nei nostri ospedali, qui al Sud, ma soprattutto al Nord, stanno davvero dando il meglio di sé per contrastare questo virus e curare le persone.

E’ un tempo in cui siamo invitati a riflettere, a pensare, visto che non possiamo e non dobbiamo uscire”.

“E la mia riflessione – scrive l’Arcivescovo – illuminata anche dal ricordo di  + don Tonino, è che i politici in primo piano riescano a comprendere che questa pandemia deve portare a riflettere sul nostro modo di vivere, sul modo con cui ci relazioniamo, sul modo con cui dobbiamo saper costruire il futuro. Oggi viviamo questa faticosa solidarietà, siamo invitati a stare più attenti agli altri. Questo ci fa capire quanto sia ancora stupido, folle, pensare ad un mondo che costruisca il suo futuro intorno alla paura dell’altro. All’idea di difendersi dagli altri, che ci sono nemici dappertutto  per cui la strada è quella di armarsi, sottraendo risorse per la scuola, la sanità, la giustizia sociale. Oggi ho letto tanti interventi, alcuni anche un po’ ignorati , perché forse un po’ pungenti che fanno male e si preferisce non ascoltarli.  Parliamo dell’Italia: mancano i posti letto, gli ospedali dedicati a certe patologie, i posti in terapia intensiva, i respiratori, le mascherine..  Mi chiedo: non è perché da diversi anni si sono abbattuti tagli considerevoli sulla sanità?”.

“Mai però – sottolinea Ricchiuti – una coraggiosa messa in discussione sulle spese militari! Siamo chiamati ad una vera e propria rivoluzione pacifica, nel senso della pace, in questo mondo. L’Italia spende per la Difesa circa 68 milioni al giorno! Ma stando alle richieste degli USA e della NATO noi dovremmo spendere ancora di più, per arrivare forse a 100 milioni al giorno? E proprio in questi giorni è in atto questa enorme esercitazione militare USA/NATO “Defender Europe 20”. Quanto costerà? E chi pagherà?  Per non dire degli F 35 e di altre spese folli. Quanti posti letto potremmo realizzare con un solo giorno di spese militari? E quanti respiratori potremmo comperare con un solo F35? O con un solo casco del pilota, che costa 400.000€?

Proprio   +don Tonino Bello parlava del rischio che il sogno del profeta Isaia venga rovesciato, invece di aratri realizziamo armi!

Invito a leggere il comunicato di ReteDisarmo e Rete della Pace che ben analizza la situazione, invitando anche a  scelte possibili, da subito:

difesa civile non armata e nonviolenta;  riduzione delle spese militari, utilizzando tali fondi per rafforzare la sanità e la scuola; riconversione delle industrie a produzione bellica verso il settore civile. (https://www.disarmo.org/rete/a/47409.html)”

“E per evitare fraintendimenti o sterili polemiche – aggiunge –  vorrei ricordare che dico queste cose avendo ben presente la situazione che viviamo, le sofferenze, le paure e le preoccupazioni dei tanti malati. Lo dico come Pastore della mia Diocesi, come Presidente di Pax Christi e anche come governatore dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti che, in questi giorni, ha messo a disposizione 300 posti letto, di cui 60 di rianimazione.

Sono rimasto perplesso leggendo l’intervista che il Ministro Guerini ha rilasciato qualche giorno fa al settimanale Famiglia Cristiana. Il Ministro della Difesa, proprio in questi giorni – che non hanno bisogno di ulteriori commenti – giustifica le varie spese militari, gli F35  e armamenti vari, affermando che il “Paese deve poter disporre di uno strumento militare commisurato al rango e alle responsabilità che vuole assumersi”. E ancora “la Nato, con l’Unione Europea è uno dei pilastri della nostra sicurezza… “”

“No proprio non lo condivido.

Nell’ultima pagina ho letto la sua scheda biografica: con tutto il mio rispetto, ma negli anni in cui egli sceglieva di fare la leva militare, una decina di giovani della parrocchia dove io ero parroco, a Bisceglie, sceglievano l’Obiezione di coscienza al servizio militare. Sono scelte diverse. E capisco perché poi da ministro si ragioni in un certo modo.  E mi rammarico che dopo parecchi mesi, il Ministro Guerini, cattolico, non si sia degnato ancora di dare una risposta alla mia lettera aperta, editoriale di Mosaico di pace dello scorso mese di ottobre.

Non è questo il tempo di polemiche. Ma dobbiamo essere attenti alla realtà che viviamo. Perché ogni evento, anche questo dolorosissimo che stiamo vivendo e non sappiamo ancora per quanto tempo, ci deve ricordare che un mondo altro è possibile. E’ Possibile!

Ma ci vuole coraggio, ci vuole speranza”.

“Ci vuole – conclude Ricchiuti – quella visione di Isaia, “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci” . Come ci ricordava +don Tonino, il sogno di Isaia, e come anche don Fabio Corazzina ha ben spiegato stamattina in un suo breve video su Facebook davanti ad una delle tante fabbriche di armi a Brescia.

Con Isaia, con + don Tonino Bello e con gli artigiani della pace sogniamo un mondo altro, possibile”.

 

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